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Nel caos la Patria muore

By Pasquale | agosto 19, 2018

4E49516F-7E86-42A2-AF22-41E6C7A2A453Mentre gran parte dei media e degli intellettuali di riferimento affermano che il governo al momento in carica sia un governo di destra e sovranista e quindi molti di coloro provenienti da quell’area politica dovrebbero essere contenti, forse è arrivato il momento di cominciare a parlare di come, invece, la spuria alleanza al comando sia in realtà il volto del caos.

Probabilmente, anzi sicuramente, un caos causato da anni di pessimi esempi e ampie aree di cattiva politica che però non possono frenare alcune riflessioni su quanto, al contrario da ciò che appare e sembra credere la maggioranza degli elettori nonostante gli sforzi di Salvini e dei suoi spin doctor della comunicazione, questa condizione non sia necessariamente un qualcosa di positivo.

Tralasciamo per un momento tutte le polemiche sulle cosiddette fake news (tanto per quanto lo si possa negare ogni potere direttamente o indirettamente ne produce per aumentare il proprio spazio d’influenza) e proviamo a riportare il tutto sul piano del confronto ragionevole.

Una vasta area dell’elettorato e di coloro che potremmo definire di centro destra (a prescindere se il 4 marzo siano andati a votare) con la mossa di Salvini di allearsi con i 5 stelle (tale si chiama l’azione svolta, non esistono contratti in politica che è da sempre il regno del divenire e del mutare) si trova oggi a guardare con interesse ad alcuni provvedimenti o misure collegate a battaglie storiche del centrodestra. Eppure proprio sul ruolo di Salvini al governo del Paese e il mutamento in corso nell’area di destra si sta, in modo nemmeno tanto silenzioso, iniziando a presentare una divisione che rischia di cambiare radicalmente la coesione di coloro che si riconoscono nei valori di destra e che nel medio-lungo periodo può addirittura essere deleterio per l’intera comunità nazionale come unione di tante anime culturali.

I tempi cambiano e sicuramente stanno mutando le rappresentazioni politiche di alcune idee storiche che, riassumendo in modo estremo, per anni sono state definite “destra” e “sinistra”. 

Tuttavia restando a un discorso meta-politico, che precede quindi la rappresentazione partitica di alcuni valori e idee, possiamo dire che mai come ora c’è il rischio di una frattura tra coloro che credono nella difesa dell’identità, nel valore della famiglia tradizionale, la tutela delle minoranze senza rinunciare al blocco dell’immigrazione clandestina, la libertà individuale ben incastonata in una visione organica della comunità, la sussidiarietà, la lotta alle droghe e così via.

Mi spiace dirlo, non regge il discorso che ora la Lega possa diventare la casa comune di tutti e sia qualcosa di nuovo perché: non lo è negli uomini – quanti signori delle tessere stanno trasmigrando in queste ore verso Pontifa, questi voti non vengono conteggiati nella propaganda nuovista? – non lo è nei contenuti, ma soprattutto non lo è nei fatti.

Non lo è nei fatti perché se il realismo politico ha suggerito l’alleanza coi grillini, nel frattempo, però, a fronte di alcune azioni su immigrazione e ritorno delle parole “padre” e “madre” sui modelli del ministero, in definitiva non è possibile realizzare un programma compiuto alternativo alla sinistra e al grillismo ( al di là dei provvedimenti del senso comune, la destra, il centro-destra, il liberalismo, il riformismo e persino un reale sovranismo vi sono alternativi).

Davvero Salvini pensa che possa durare a lungo la luna di miele con il popolo (lo stesso che acclamava Renzi come salvatore poco tempo fa o Berlusconi ad Onna) grazie al lavoro incessante dei comunicatori e al suo instancabile girare l’Italia in lungo in largo? Davvero crede che in nome dell’occupazione del potere possa sacrificarsi un’intera parte di elettorato e la sua storia che si sente e vede alternativo ai cinque stelle?

Davvero dovremmo guardare a metà governo e far finta che l’altra metà con tutti suoi provvedimenti non esista? Che cosa si può costruire su di un’alleanza spuria, che non può in alcun modo dare vita ad una cultura di governo (prima o poi si dovrà pur smettere di tirare in ballo il passato in risposta alle mancanze del presente)?

Il desiderio di ordine dei cittadini presto o tardi comincerà a non essere più appagato da questo caos della marmellata giallo-verde, ma pretenderà idee chiare, programmi chiari,  valori comuni cui guardare. La politica non è un contratto, ma la sfida di realizzare nel tempo ciò in cui gli uomini credono e un’idea di società cui si ispirano: lo ricordi Salvini quando si lascia stoppare in nome del contratto di governo perché questo non è altro che il trionfo della cultura utilitarista, finanziaria e burocratica europea che tanto avversa. O dice di fare.

Nessuno è immune da contraddizioni e se molto ha sbagliato anche il centrodestra nei metodi, nei contenuti e nella scelta degli uomini, Salvini se davvero vuole essere il leader di un’area politica maggioritaria (non solo tra i pochi che vanno a votare) e ispiratore di una nuova cultura di governo e del famoso cambiamento, ricordi anche un’altra cosa: il merito, lo sporcarsi le mani, il lavoro. 

Caro Matteo quanto ancora potrai pazientare in nome della “serietà” che mostrano sui comportamenti che catapultano ventenni e persone che non sanno nulla di cosa parlano ad occupare ruoli fondamentali nei gangli del nostro Stato? L’inadeguatezza al ruolo – e qualcosa ne sai anche tu per la storia della Lega e di tutto il centro destra -prima o poi si palesa e crea danni e legittima il caos.

Nel caos la Patria muore perché ciascuno pensa al proprio io e la demagogia ipocrita e mediatica diviene la stella polare in grado di cancellare la realtà e la comunità illudendo che invece essa stia rifiorendo.

Topics: Politica, Società | No Comments »

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