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Teutoburgo: quando Augusto pianse per le sue legioni e la storia cambiò

By Pasquale | settembre 12, 2017

Tra il 9 e l’11 settembre del 9 d.C. si svolse la battaglia di Teutoburgo. I Romani subirono una delle pochissime sconfitte della propria storia. Fu un massacro ed un evento che divenne un vero e proprio spartiacque per il futuro dell’Impero e anche, col senno di poi, rispetto a quella che sarebbe potuta essere la storia successiva dell’Europa. Per la coscienza collettiva di Roma e della corte di Augusto fu uno shock: in un colpo solo Roma perde ben tre legioni.

Si dice che l’Imperatore Augusto dopo aver appresa la notizia vagasse lamentandosi con dolore esclamando “Vare, Vare redde mihi legiones!”, ossia “Varo, Varo rendimi le mie legioni!”.
Nella sconfitta di Teutoburgo c’è molto delle vicende umane: il tradimento di Arminio, il comandante dei Germani che guidò la rivolta, su tutto.
Arminio, principe di una tribù germanica alleata di Roma, fu preso in affidamento dall’Impero ed educato a Roma. Divenne soldato e comandante di Roma e ne ottenne anche la cittadinanza. Combattendo sul fronte germanico ad un certo punto decise di tradire Roma e di nascosto iniziò ad organizzare la rivolta fino a portare con l’inganno Varo, comandante dal quale aveva la massima fiducia, e le sue legioni nella trappola di Teutoburgo ove scatenò sui suoi ex compagni dell’esercito romano una ferocia inaudita. Arminio ottenne una vittoria frutto anche della sua conoscenza delle strategie di guerra romane e dei loro punti deboli.
Dopo Teutoburgo, Roma non ottenne mai più un allargamento dei propri confini a nord e la storia proseguì su un percorso che sarebbe potuto essere diverso se i popoli germanici fossero stati inglobati nei confini dell’impero.

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