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Se a guidarci sono i mediocri…

By Pasquale | febbraio 14, 2016

Il dibattito sulla meritocrazia o, per meglio dire, il jet-set mediatico intorno al tema ed attraverso il quale si finge di affrontare il problema come sempre mostra, in Italia, il suo aspetto più evidente: l’ipocrisia e l’opportunismo.

Si sono scritte pagine su pagine, realizzate ricerche su ricerche per arrivare a ribadire una verità che, considerate le condizioni reali del nostro Paese sul tema, assume aspetti tragici. Nonostante le tante pagine e le innumerevoli ricerche appena citate la conclusione è sempre la stessa: puliamoci la coscienza per qualche momento e continuiamo a bivaccare senza fare niente.

Nel frattempo accade che i migliori o, comunque, semplicemente coloro i quali sono abituati a non fermarsi, lavorare sodo e cercare di migliorarsi abbandonano il Sud ed il nostro Paese. Il danno per l’Italia, il suo sviluppo e la crescita persino “spirituale”, nel senso più ampio del termine, è incalcolabile.

Il futuro è monco, la vitalità del Paese e costantemente sotto attacco in nome della convenienza meschina delle conventicole, degli amici degli amici, degli interessi di coloro che, spesso, sono la peggiore espressione della comunità.

Senza tanti giri di parole, la domanda è una: quanto ancora questo Paese, la nostra Comunità può tollerare questo scempio? Una vera e propria egemonia dei peggiori o nel migliore dei casi degli inconcludenti.

Prendiamo ad esempio due brevi vicende accadute negli ultimi tempi e che riguardano entrambe la “ricerca” ed il suo finanziamento.

La prima è quella relativa alla risposta della ricercatrice Roberta D’Alessandro alla ministra Giannini in merito all’assegnazione dei fondi del bando di ricerca europeo ERC Consolidator. La nostra ministra si era vantata della presenza di numerosi italiani tra i vincitori senza considerare che molti di questi non lavorano in Italia e le loro capacità sono al servizio di altri Paesi, grazie anche agli strumenti che questi riescono a mettere a disposizione dei ricercatori.

Mi hanno colpito alcuni passaggi di questa risposta, uno tra tutti “Prima del colloquio per le selezioni finali dell’ERC, ero in sala d’aspetto con altri 3 italiani. Nessuno di noi lavorava in Italia. Immagino che qualcuno di loro ce l’abbia fatta, e sia compreso nella sua “lettura personale” della statistica.

Abbia almeno il garbo di non unire, al danno, la beffa, e di non appropriarsi di risultati che italiani non sono. Proprio come noi.

Vada a chiedere alla vincitrice del concorso per linguistica informatica al Politecnico di Milano (con dottorato in estetica, mentre io lavoravo in Microsoft), quante grant ha ottenuto. Vada a chiedere alle due vincitrici del concorso in linguistica inglese, senza dottorato, alla Statale di Milano, quanti fondi hanno ottenuto. Vada a chiedere alla vincitrice del concorso di linguistica inglese, specializzata in tedesco, che vinceva il concorso all’Aquila (mentre io lo vincevo a Cambridge, la settimana dopo) quanti fondi ha ottenuto”.

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In realtà, in interviste successive, dovute al tam tam mediatico la D’Alessandro ha anche specificato come lei sia in contatto e collabori, dall’Olanda, con tanti ricercatori italiani e che non sia mossa da “rancore” verso il proprio Paese, ma non ha potuto far a meno di ribadire che “purtroppo mi sembra vero che in Italia c’è anche gente che entra per meriti extra-accademici. Non c’è solo in Italia, né dico che in Italia ci sia solo quella gente; dico solo che ce n’è di più, statisticamente, che in altri paesi. Qualcosa sicuramente va fatto; ma in maniera sistematica, ascoltando i ricercatori”.

La seconda vicenda riguarda tre milioni di euro che, in un primo momento, erano stati assegnati al ricercatore Angelo Vescovi ed alla sua equipe senza alcun bando e/o procedura di selezione e valutazione. La levata di scudi è stata molto forte e alla fine Vescovi ha rinunciato al finanziamento ed ora quei fondi saranno assegnati attraverso un bando pubblico. In discussione non era sicuramente la validità o meno del progetto di ricerca, ma la modalità di scelta ancora una volta tutta orientata, come hanno scritto Corbellini e De Luca sul “Sole 24 Ore” del 6 dicembre 2015, dal criterio che il ricercatore abbia “dei santi in Paradiso, cioè in Vaticano, o in Parlamento”.

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Non siamo nati ieri e di certo non esiste un mondo perfetto, ma in Italia il vulnus di meritocrazia e l’apporto in negativo di talune ed indegne “oligarchie” alla crescita della nostra Comunità, ha raggiunto livelli ben più preoccupanti di quelli di guardia. Non si tratta di fare qualcosa, ma almeno iniziare a prendere coscienza, con forza, che il silenzio “per convenienza”, o la rassegnazione, stanno consegnando il Paese, in questo come in altri settori, alla totale mediocrità e non è mai esistito sviluppo guidato da mediocri. Solo decadenza.

Topics: Politica, Società | No Comments »

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