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Tempi di avanguardia, di custodi ed esploratori

By Pasquale | gennaio 1, 2016

nave-nel-mare-in-tempestaL’inizio di un nuovo anno induce molti a riflettere su quanto è accaduto nei giorni che lasciamo alle nostre spalle e sugli obiettivi, gli auspici e, a volte, i sogni per i prossimi 365 giorni.

Sono, come ormai da tempo, anni difficili, di resistenza e di lotta per tutti coloro desiderosi di vivere la propria vita secondo principi e valori non proprio in linea con il laicismo secolare dominante. Tante volte abbiamo notato quanto questa deriva lavori con malizia per un appiattimento dei cuori, delle menti ed un livellamento verso il basso della preparazione culturale delle persone. Senza dubbio viviamo un momento di passaggio e di grandi cambiamenti in ogni settore e forte sarebbe l’esigenza di avere classi dirigenti preparate e pronte a guidare i processi e non provare solamente ad affrontarli o peggio ancora subirli.

Questo, però, manca da tempo ed è soprattutto quest’assenza a far avvertire il suo assordante silenzio che pesa come un macigno.

Il “nuovo”, come unica categoria fondamentale della politica e della società, rischia di lasciare, se non accompagnato, preparato e maturato, solo macerie perché risponde esattamente ai tempi dei media che divorano tutto al tempo di un lancio d’agenzia. O peggio ancora: le cose iniziano ad avere valore se e solo se possono essere inserite nel circuito della comunicazione edonista che troppo poco si preoccupa della veridicità e molto della spettacolarità.

Avremmo bisogno di contatto reale con e tra le persone: argomento così abusato, ma nella pratica sempre più poco applicato, soprattutto in politica e tra le classi dirigenti. Dal reale e dal contatto con esso può nascere una visione che possa produrre una vera narrazione per le comunità ed il loro destino.

Oggi la politica sembra divenuta una semplice appendice dell’economia: vediamo all’opera nei diversi contesti delle istituzioni dei semplici ragionieri chiamati a svolgere il compito imposto da vincoli frutto di una visione economica e non politico-valoriale della storia, degli uomini e della comunità. Poco contano le appartenenze, ancor di meno, ovviamente, le cose in cui si crede.

Cosa sperare, allora, per il 2016? L’auspicio è che non manchi, in chi ancora crede e lavora quotidianamente per migliorarsi al servizio della comunità, la forza per non retrocedere di un passo e non abbattersi. Nella speranza che quanto seminato inizi a dare il proprio frutto e ad invertire la rotta.

Ci sono stati momenti di apparente tranquillità e di sviluppo, ma questi  al contrario sono tempi di avanguardia, di custodi ed esploratori.  Sono tali, infatti, coloro che non cedendo il passo alla mediocrità del pensiero dominante, si lanciano nel mare aperto e tempestoso per custodire un’idea dell’uomo e della vita navigando verso l’ignoto.

Topics: Politica, Società | No Comments »

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