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“I figli di Hurin”

By Pasquale | gennaio 10, 2008

“Così trascorsero i giorni e l’ombra della paura di Morgoth si allungò. Ma nell’anno quattrocentosessantanovesimo dopo il ritorno dei Noldor nella Terra di Mezzo, fra gli elfi e gli uomini la speranza rifiorì.

 

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I figli di Hurin” è l’ultimo romanzo di Tolkien ed è stato pubblicato recentemente sulla base di un’attenta opera di ricostruzione del figlio che ha messo ordine agli appunti del padre ed è riuscito ad ottenere una delle storie più belle pubblicate negli ultimi anni. Nel leggerlo riflettevo su come nel mondo di oggi ci sia un forte bisogno di Eroi, di uomini che pur nella loro condizione di debolezza e fallacia vivano la propria vita all’insegna dell’onore, della lealtà e del rispetto del sacro che avvolge l’intera vicenda umana e naturale. “Male” e “speranza” sono due “elementi” strettamente intrecciati nella storia dell’uomo in quanto se è vero com’è vero che il male non è un concetto astratto, ma ciò che si oppone ad una vita serena della comunità umana minacciandone costantemente il degrado fisico e morale, la speranza è la forza propulsiva che spinge gli uomini ad attraversare il divenire delle proprie esperienze di vita senza abbandonarsi al placido fiume del niente. Questo è quello che dobbiamo imparare e trarre da Turin, figlio di Hurin, il quale costantemente soggetto alla maledizione del male, non abbassa mai lo sguardo e non si arrende mai al fato avverso.

Topics: Filosofia, Libri, Varie | 38 Comments »

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