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Sulla verità e il suo tentato omicidio

By Pasquale | gennaio 4, 2015

cassandraOgni giorno che passa è davvero triste constatare come si stia imponendo una “dittatura morbida” del politicamente corretto, della moda o – comunque lo si voglia definire – di tutto ciò che rappresenta il desiderio presente, il gusto, il capriccio egoistico dei singoli e delle lobby mediatiche che a turno concorrono a creare la “verità”. Poco importa se poi tale verità si scontri con la realtà e cambi continuamente senza criterio.

La verità sembra un concetto, un’opinione ad uso e consumo delle voglie del momento. La realtà progressivamente viene cancellata dai nostri orizzonti e sostituita con tutto ciò noi desidereremmo che fosse. Quanto può ancora durare seriamente un vivere civile e quanto si può ancora sperare in un reale progresso spirituale se queste sono le condizioni?

Vengono allontanate e bollate come “Cassandre” fuori tempo tutte quelle persone che denunciano questa condizione umana, ma il mondo – nonostante le innumerevoli specializzazioni non è mai stato così ignorante e poco aperto alla conoscenza del vero e del reale come ora – dimentica che Cassandra aveva ragione.

Gli uomini non dovrebbero dimenticare che la realtà in senso assoluto non può essere soggetta ad interpretazioni arbitrarie poiché c’è, è presente e l’uomo vi si trova immerso sin dalla sua nascita. Inoltre riguardo la verità bisognerebbe considerare un altro aspetto fondamentale: negarla ed affermare che essa non esiste è un paradosso. Non si può, infatti, sostenere in modo certo che la verità non esista perchè almeno tale affermazione per essere valida dovrebbe essere vera!

Sicuramente non ci si può sottrarre alle considerazioni che vedono nella scienza e in altri campi del sapere la verità come qualcosa di parziale e di perfettibile poichè ogni scoperta ci disvela aspetti dapprima sconosciuti, ma la non conoscenza non implica necessariamente l’assenza di verità. La nostra limitatezza non è la prova dell’inesistenza della verità, semplicemente è la prova della perfettibilità dei nostri percorsi conoscitivi.

C’è bisogno di un bagno di umiltà che ci riconcili con il reale, con la verità del reale. Per quanto si possano scegliere idee politiche, abbracciare religioni, vivere usi e costumi particolari c’è sempre una cosa che accomuna ciascun essere umano: la realtà.

Topics: Filosofia | No Comments »

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