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Brevi considerazioni sulle regole ed il potere

By Pasquale | agosto 10, 2013

 160-potere-della-coscienza-e-leggi-universali-l-hw9tkk.jpegOltre il buon senso che deve essere, a mio avviso, prevalente in una comunità e nell’amministrazione di qualsiasi cosa (finanche nei rapporti umani), mi chiedo: cosa intendiamo per regole? crediamo davvero che siano qualcosa di assoluto? di incontestabile? di eterno? Io personalmente pur rispettoso delle regole ho seriamente paura di chi le rende degli idoli. Più degli uomini, cambiano le regole. Non ne conosco una, a parte quelle non scritte che durano per sempre in chi è dotato di senso del pudore e dell’onore, che sia durata più di 100 anni in particolar modo nell’amministrazione della cosa pubblica. Spesso ciò è un bene, altre volte un male. Ma la realtà è questa.

Il politico è espressione di una comunità, di un gruppo, di minoranze, di maggioranze. La società è un concetto astratto. Il costume spesso viene cambiato dall’atteggiamento del singolo dotato di più potere, ma spesso anche di carisma. In gioco c’è davvero su questa questione il vivere civile: o siamo consequenziali ed ergiamo le regole sopra ogni cosa e quindi siamo disposti, estremizzando, a non tuffarci in acqua in presenza di un cartello “vietato fare il bagno” pur vedendo qualcuno annegare o riconosciamo che anche le regole sono qualcosa di cangiante e non assoluto. E qualche volta da violare in modo necessario se non si possono cambiare.

Più passa il tempo e più credo che sia una differenza antropologica e non solo di pensiero a distanziare le persone che spesso anche in buona fede difendono le posizioni distinte prima indicate. Mi chiedo però e lo faccio con profonda inquietudine, quanto e se queste posizioni siano inconciliabili o irriducibili.

I conflitti d’interesse? Ci sono in ogni famiglia. E nel potere ci sono sempre. Se poi la gente si accontenta di essere presa in giro salvando forme inutili, non fa niente. Posso formalmente non occupare cariche, ma comandare di fatto qualsiasi azienda o processo. A certi livelli, dove è stato e sarà sempre così, i gruppi al potere mutano poco nei loro interpreti e quando lo fanno sono essi stessi dei centri di potere pieni di interesse. Perché il potere è interesse. Sempre. Dipende poi in nome di cosa e il modo in cui lo si esercita.

Topics: Filosofia, Politica | 2 Comments »

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