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Sul divenire – parte 1

By Pasquale | agosto 9, 2010

occhio.jpgIl divenire ci trascina. Immobilizza la nostra anima al cospetto di un abisso che provoca costantemente il nostro animo: siamo esseri naturalmente portati alla ricerca della stabilità e il divenire, la consapevolezza che le cose mutano , inizia a svuotarci del Senso.

Spiriti nobilmente educati al sacrificio e alla sfida possono affrontare il moto angoscioso del divenire,  ma altri sono miseramente destinati a cadere sotto i colpi del nulla che avanza quando guardando nell’abisso non si è capaci di sostenere lo sguardo.  Quando l’assurdo arriva ai confini delle nostre vite e suona il corno di battaglia non si può fuggire, le alternative sono due: abbandonarsi o combattere fieramente. D’altronde è quanto insegnano tutte le più antiche  dottrine: la notte si attraversa, non c’è altro modo per arrivare alla luce.

Ma come sopravvivere all’Assurdo della fine? La risposta è nel riconoscere la sacralità della vita, il ruolo fondativo per la nostra vita delle nostre famiglie, l’amore per la terra dei padri e di conseguenza assumere come ulteriori valori e stelle polari la lealtà e l’onore.

Il nichilismo e le correnti di pensiero sue sorelle da sempre hanno condotto una battaglia per convincere l’uomo che non esistono principi e valori universali trascendenti l’esperienza umana e la sua produzione culturale, ma il trucco raffinato che nasconde questa nefasta ideologia del nulla è che essa stessa se volesse essere coerentemente fondata dovrebbe registrare di non essere altro che una teoria e quindi destinata ad essere superata secondo i suoi stessi dettami.

Affermare che tutto è prodotto dall’uomo, anche le verità ultime equivale a dire che anche quanto appena scritto è instabile e quindi non può valere come unico principio di approccio universale al reale.

La prima via d’uscita è quindi la presa d’atto che il divenire non è altro che un modo attraverso il quale si realizzano ed evolvono gli eventi e attraverso il quale prendono forma nelle più svariate forme i Valori Universali.

In questo modo si riuscirebbe a creare un corto circuito nel sistema a-valoriale moderno e si ricomincerebbero ad intravedere nuove prospettive: giocando con le parole e con la storia della filosofia, quella che qui stiamo cercando di evocare è una trasvalutazione di tutti i falsi valori dominanti come a suo tempo fu auspicata  e desiderata ardentemente da Nietzsche. E’ chiaro come in questo caso la direzione sia opposta rispetto a quella sognata dal filosofo dell’ubermensch e a dettarne il ritmo debba essere la fondamentale idea di una rivoluzione conservatrice da perseguire nel solco di un percorso il quanto più simile a una “restaurazione”.

Restaurazione di un senso del limite invalicabile oltre il quale ci si rende ostili alla vita, restaurazione della forza vivificante del sacrificio, restaurazione del rispetto della tradizione e della legge dei padri, restaurazione educativa.

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