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In difesa della vita

By Pasquale | dicembre 24, 2007

Avevo immaginato diverso il primo intervento di questo mio “diario” elettronico, ma la recente querelle scatenata dal tribunale di Firenze con la sua decisione circa gli embrioni umani mi spinge a dire brevemente la mia.

Non entrerò nel merito della singola decisione, ma credo sia doveroso ancora una volta rimarcare quello che in realtà avviene nel mondo attorno a questi temi. Risulta palese che lo scontro iniziato con la legge 40 non sia stato superato bensì sia oggi più acceso che mai, anche se talvolta assume i connotati di una guerra strisciante. Nel criticare le scelte dei governi e degli uomini politici che si sono dichiarati a favore della sperimentazione sugli embrioni o delle analisi pre-impianto non voglio assolutamente affondare il colpo contro i privati cittadini e i loro legittimi desideri di un figlio sano (ma è bene ricordare che non tutto ciò che si desidera è possibile). La mia intenzione è cercare di mostrare come le scelte su questi temi siano scelte decisive per il futuro dell’uomo: lo sono in quanto non è possibile far prevalere il principio del tutto è possibile alla scienza e soprattutto non è giusto (nel senso più profondo del termine) che si affermi l’idea secondo la quale la scienza deve percorerre tutte le strade che vuole. Ci sono strade che non possono essere percorse poichè possono rivelarsi immorali anche se più comode: questo vale nella vita e a maggior ragione nella scienza.

Bisogna riportare la scienza e e sopratutto gli scienziati nei giusti argini di una Scienza per l’uomo capace di tenere conto del valore del rispetto della vita e della persona: l’uomo non è una cosa, semmai lo è la scienza. Infatti, la scienza è uno “strumento” dell’uomo e come tutti gli strumenti deve essere utilizzata nel modo migliore per l’uomo: un coltello è sicuramente utile per mangiare, ma è immorale utilizzarlo per uccidere un uomo. Sono cose all’apparenza banali, ma profondamente vere e la verità è una in tutte le cose non ha bisogno di essere necessariamente difficile e circondata da tante “decorazioni”. Non apriamo la porta al post-umano, non diamo la possibilità a chi è preda dei deliri di onnipotenza di creare chimere in laboratorio (è stato già fatto), di creare uteri artificiali per far crescere l’embrione e poi il feto al di fuori della pancia materna ( è stato già creato), non diamo la possibilità di scherzare con la vita.

Gli uomini devono essere coesi perchè su questi temi è in gioco il loro futuro, la loro libertà: magari ora molti non vedono i possibili sviluppi infausti di scelte che oggi via via vengono prese nel mondo (fortuna che siamo in Italia e fortuna che ci sia il Papa…), ma presto se ne accorgeranno. Il dominio della tecnica e dell’individualismo sfrenato disgregano la società e i rapporti umani come mai è avvenuto prima. E’ tempo di ridestarsi, come mai è avvenuto prima!

 

Topics: Bioetica, Filosofia, Politica | No Comments »

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