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Credere non basta

By Pasquale | maggio 25, 2009

68lotta.JPGTante volte, forse troppe, si sente ripetere un adagio ridondante: << quel tizio, quel caio, sono stati eccezionali. Hanno lottato per un domani diverso, credevano fermamente.>>

Credere fermamente. E’ questo il punto che vorrei brevemente affrontare: è volgarmente in atto un appiattimento della società e gli uomini non possono permettersi il lusso di lasciarsi andare a sterili e sbagliate esaltazioni del “semplice credere”. Una volta per tutte, è bene che si sappia: CREDERE IN QUALCOSA NON EQUIVALE NECESSARIAMENTE a stare nella parte del giusto o delle persone da ammirare. Si potrebbe credere in qualcosa di sbagliato o peggio ancora di nocivo e nemmeno la buona fede cancellerebbe il fatto che si crede in qualcosa di errato.

A volte si venerano coloro che credono alla stregua di individui eccezionali eppure l’eccezionalità dovrebbe risiedere non nel “credere”, ma in ciò per cui si combatte e nel modo in cui si combatte. Lo insegna la storia: atteggiamenti eroici o eccezionali si sono registrati anche tra le fila di chi stava dalla parte del torto, ma questo non  cancellava il lottare per qualcosa di sbagliato.

Chiaramente questa affannosa adulazione di coloro che “credono” è uno dei sintomi della malattia relativista che non solo ci affligge, ma alla quale spalachiamo le porte per lasciare campo libero affinchè consumi il nostro organismo.

Paradosso dei paradossi è che se poi qualcuno dimostra il Vero viene considerato un problema: tutti devono poter credere di essere nel giusto. La verità è un lusso che il mondo non ama. Sarebbe anche meno comoda, meglio lasciarsi andare nel mare del nichilismo piuttosto che tentarne la traversata.

Topics: Filosofia, Politica, Varie | No Comments »

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