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La speranza siamo noi

By Pasquale | maggio 3, 2009

aquila.jpgUn giorno, un grande filosofo disse io sono dinamite: troppo forti erano le sue idee, troppo fuori dagli schemi di ciò che il volgo e la plebaglia, autodefinitasi casta culturale, poteva accettare come degno di nota.  Tutto quello che è venuto dopo ha fatto i conti con Nietzsche e gli uomini che lo avversavano sono finiti quasi tutti nel dimenticatoio. Lui morì solo, pazzo. Dal caos di quel mondo, che poi è anche questo, aveva cercato di trarre una stella danzante. Personalmente ho amato molto Nietzsche, ma poi ho cercato di superare il nichilismo e non riesco a vedere tutto sbagliato nel Cristianesimo se non alcune devianze che strizzano l’occhio alla cultura materialista. Si sappia: essere cristiani equivale ad accettare la morale dei signori, per dirla con Nietzsche, non quella degli schiavi. Se gli omuncoli hanno cercato di intraprendere la sfida al male e adattare i loro costumi facendo riferimento alle loro debolezze e non a ciò che davvero sia giusto fare allora Gesù non ha nessuna colpa.

Li vedi, oggi, pascolanti in grandi adunate questi omuncoli: non sanno cosa dicono, non sanno cosa vogliono, si esaltano della sconfitta e della loro debolezza. Non conoscono un’estetica, ma parlano di arte e libertà senza sapere che la vera libertà è soprattutto un’impresa estetica perchè ciò che è bene è necessariamente ed intrinsecamente legato al bello. Spesso hanno il potere reale questi miseri sciacalli e la drammaticità di questa circostanza è che non essendo preparati alla vita e soprattutto pieni di pregiudizi non sono capaci di fiutare il pericolo per il bene comune che può venire dalle loro scelte o dalle loro azioni.

Questi moderni schiavi della viltà amano darsi un tono, come ogni povero di spirito e d’intelletto ama fare, perchè sono consapevoli della propria debolezza. Te li ritrovi a popolare i circoli culturali, ma poi appena fuori li puoi ascoltare imprecare contro quelli che hanno titoli di studio in nome di una non precisata uguaglianza degli uomini: accade quindi che appena ne hanno l’occasione mettono in bella mostra ogni loro titolino, dal diploma per il corso d’inglese comprato online alla laurea strappata a forza di 20 e 24.

Sono però maestri: le loro superbie le attribuiscono e vogliono insegnarle agli altri. Infatti, se li trovi a confrontarsi con persone preparate per davvero o semplicemente amanti della verità, noterai come dopo poche battute, constatata la propria inettitudine ed impreparazione, cominceranno a dire che la controparte è poco propensa al dialogo, vuole imporre le proprie idee, che tutte le idee hanno lo stesso diritto, che esistono solo opinioni……insomma il solito campionario di chi non sa fare altro che affermare l’uguaglianza di ogni idea o più semplicemente che tutto è relativo senza rendersi conto che tali affermazioni sono per loro stessa natura un punto di vista.

Sono ridicoli, si proprio così: nella loro piccolezza d’animo sono convinti di poter sfidare il mondo, ma non si rendono conto che la loro esistenza ha già offeso il mondo dei giusti.

Credono di conoscere qualcosa, ma non capiscono che nel portare avanti le proprie idee (giusto definirle tali se le paragoniamo al pensiero di Platone?), le loro azioni finiscono per rivolgersi proprio a ciò che è più distante da quello che dicono e professano di credere.

Fanno un gran sfoggio della parola dubbio: << alle certezze preferisco i dubbi!>>. Però poi sono pieni di certezze per vivere nella loro infima bassezza.

Un tempo si preferiva l’elevazione, oggi si cerca di scavare.

Giovani, uomini di buona volontà, amanti del criterio della Verità siate dinamite, con la forza delle idee e delle azioni, con la solidarietà, con il gusto della sfida e dell’intrepido. Non abbiate paura e non abbattetevi perchè il mondo dipende solo da noi e non da questi “selvaggi”. Noi possiamo guardarci allo specchio, costoro non possono perchè non saprebbero riconoscersi.

Siate aquile, puntate in alto!

La speranza siamo noi.

 

 

Topics: Filosofia, Politica | No Comments »

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