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Ne va della nostra anima

By Pasquale | aprile 20, 2009

250px-dionysos_mask_louvre_myr347.jpg“….Tuttavia, una cosa è certa: non può reggersi a lungo una società, in cui il cattivo esempio sia eretto a sistema, e in cui l’etica sia totalmente dominata da fattori materiali e, in particolare, dalla ricerca di un illimitato benessere economico e da una sfrenata e distruttiva competizione fra gli individui che la compongono.
I Greci non credevano nel progresso, ma credevano nella legge divina; e hanno saputo creare una civiltà che è stata maestra alle altre per più di due millenni.
Noi, che – a partire dalla Rivoluzione scientifica e dall’Illuminismo – adoriamo il progresso, abbiamo costruito una civiltà che è ormai sul punto di implodere, dopo una vicenda breve e ingloriosa, caratterizzata dalle peggiori nefandezze dell’intera storia umana e dalla devastazione irreversibile del pianeta su cui viviamo. In compenso, non crediamo in alcuna legge divina e ci vantiamo di avere per unica legge quella del profitto.
Dovremmo riflettere su questo divario, e rifletterci a lungo.
Ne va del nostro futuro.
Di più: ne va della  nostra anima.”

Tratto da: “I Greci non credevano nel progresso, ma in una legge che esprime la volontà divina” di Francesco Lamendola

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