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Nonostante tutto…

By Pasquale | aprile 10, 2009

terremoto2-190x130.jpgSi può parlare di speranza in giorni tristi e drammatici come questi? Bisogna provarci perchè spegnendo la speranza si dice addio alla vita. A volte ho parlato a titolo personale, ma forse non come mi accingo a farlo ora. Oggi si celebreranno i funerali delle vittime del terremoto in Abruzzo, ma è anche il secondo anniversario dal viaggio nei campi Elisi di un mio caro amico che purtroppo non ha retto alla malvagità e al nulla che imperano nel mondo. Questo mondo che tanto fa penare gli uomini dal cuore puro, quegli uomini che non si rassegnano ai disastri delle calamità naturali, all’ipocrisia, alla falsità dei molti, che non si lasciano vincere dal male nonostante a volte esso sembri avere l’ultima parola. In questi giorni in cui sia da un punto di vista reale sia da un punto di vista metaforico la terra ci trema sotto i piedi e si palesa la nostra connaturata fragilità di esseri umani in viaggio in questo dono chiamato vita, in questi giorni, dicevo, abbiamo la possibilità di guardare negli occhi il male e se sapremo scorgervi il riflesso del bene di cui andiamo in cerca e che è invece già presente in tutti noi allora il viaggio incontrerà davvero il suo Senso.

Sembrano banalità oppure frasi il cui contenuto può apparire scontato anche a causa dell’abuso che ne viene fatto da individui cui spesso, forse, il dono della parola sarebbe eccessivo, eppure ogni catastrofe, ogni dolore è la possibilità di un nuovo inizio. La solidarietà che stiamo vivendo in questi giorni ci parla di qualcosa di diverso dal vivere quotidiano, di totalmente altro da quella massa di banalità e di assurdità morali e di costume che siamo costretti a subire.

Io non credo che il nulla sia il Tutto e l’ultima parola, credo che sia qualcosa di diverso a conferire Senso a questo viaggio. Angelo lo credeva ed è andato via credendo che qui forse nessuno poteva dare ascolto alla sua voce, ai suoi sogni. In modo diverso l’assurda morte delle povere vittime del terremoto d’Abruzzo ci mette a confronto col nulla, così come nel passato lo è stato per altre vittime di catastrofi naturali. Ebbene ora è il tempo del raccoglimento, del silenzio, ma da qui bisogna ripartire con una consapevolezza nel cuore e nella mente: “c’è del Buono in questo mondo ed è giusto combattere per questo” e lo dovremo fare con lo “sguardo fiero” e il sorriso nel cuore di quanti sono caduti.

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