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Qualche pensiero verso la nascita del Popolo della Libertà

By Pasquale | febbraio 25, 2009

popolo_liberta1.jpgSiamo ormai in dirittura d’arrivo: tra pochi giorni nascerà ufficialmente il Popolo della Libertà, il nuovo soggetto politico che ha la pretesa di raccogliere i consensi di “tutti i moderati”.

L’idea era cullata da Berlusconi e da tanti altri politici ed intellettuali orbitanti nel centro-destra da ormai diversi anni anche se per avviare definitivamente il processo costitutivo c’è voluto l’annuncio di Berlusconi passato alla storia politica come “l’annuncio del predellino”. Non si può ancora dire ciò che sarà il PDL e come ed in quali forme si strutturerà concretamente perché, come sempre, saranno il divenire storico unito alla volontà e alle capacità degli uomini che ne determineranno lo sviluppo. Tuttavia ci sono alcune breve considerazioni che possono essere fatte sulla natura che i leader politici del PDL dovranno perseguire per il nuovo partito:

1) Partito del territorio: un partito a vocazione maggioritaria come il PDL non può esimersi dall’avviare una strutturazione territoriale in grado di eliminare quanto più possibile le distanze con le esigenze reali dei cittadini e dei territori. Lo potrà fare solo se col tempo riuscirà a vedere scardinate dinamiche da prima e seconda repubblica quali il moderatismo, l’appiattimento su posizioni obsolete e poco dinamiche. Il PDL deve capire che la propria missione politica non è solo il Governo nazionale, ma anche la gestione e il venire incontro di ogni singolo territorio e questo lo si può fare avendo chiara una cosa: il PDL ha la possibilità di avviare una vera e propria rivoluzione culturale.

2) Rivoluzione Culturale: per tanti anni l’Italia è stata vittima di una cultura in sé minoritaria e talvolta arrogante figlia dei totalitarismi e degli strascichi della seconda guerra mondiale, ora i tempi sono maturi per avviare la rinascita, la riscoperta, anche se forse sarebbe più giusto dire “dare voce” a quella cultura conservatrice e moderata propria all’intero popolo. Una cultura che consapevolmente o inconsapevolmente fa parte della storia di ognuno di noi e che non va ripudiata poichè chi recide le proprie radici elimina se stesso. I capisaldi di questa cultura sono a grandi linee: la tutela della famiglia naturale, la tradizione, l’amore per la propria Patria, il rispetto di tutte le culture, la sussidiarietà, il rifiuto delle droghe, la sicurezza, il ripudio di ogni forma di criminalità, l’esercizio del buon senso. Se il PDL saprà poi darsi anche una base culturale solida in grado da prevenire gli eccessi di una cultura materialista allora avrà vinto anche la sfida per il rilancio spirituale del nostro Paese.

3) Ricambio generazionale: tra le sfide più delicate ed importanti per il PDL. Non è un processo a nessuno degli attuali politici, ma ci sono processi che dovrebbero essere naturali ed il rinnovamento delle classi dirigenti è proprio uno di questi. Per svariati motivi, come ad esempio l’attaccamento al potere, la poca lungimiranza, l’ignoranza, ecc… in Italia al comando sono presenti vere e proprie gerontocrazie. Se il PDL vuole essere il partito del presente e del futuro deve necessariamente lasciare spazio alla crescita di nuove classi dirigenti. Se ciò non avverrà a risentirne sarà l’Italia intera.

Il PDL, in definitiva, deve avere la pretesa, la voglia e la forza di proporsi come la risposta a ciò che di più vero e reale è presente nel popolo italiano: tradizione e progresso, saggezza e spregiudicatezza, solidarietà e crescita personale, città e Patria.

Topics: Politica, Varie | 59 Comments »

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