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Scalfari e Mussolini: un amore tradito

By Pasquale | febbraio 8, 2009

scalfari.jpgDalle pagine di Repubblica il buon E. Scalfari continua la sua personale battaglia contro il cavaliere nero. Sostiene che, con la vicenda Eluana, Berlusconi abbia svelato chiaramente il suo vero volto di nuovo Mussolini. In effetti di cose del regime mussoliniano Scalfari è un esperto insigne vista e considerata la sua appartenenza entusiasta al fascismo. Esperienza che finì in modo inglorioso perchè fu espulso dal partito e lui giovane intellettuale rampante che, allora come ora, forse sente come suo pari solo Dio ci rimase malissimo. Senza entrare nel merito delle argomentazioni presenti ancora una volta su Repubblica (qui trovate l’articolo integrale)che sono senza fondamento epistemologico voglio segnalarvi i tormenti interiori di quest’uomo che per me non sarà mai un esempio nè un educatore.

Scalfari:

Ieri

Io adoravo la divisa. E fui meticoloso nella vestizione quel mattino. Era molto elegante la tenuta. Avevo la giacca – quella che al tempo si chiamava sahariana – i pantaloni grigio verde a sbuffo alto, gli stivali, le losanghe sulle spalle, idem sulle maniche, con le stelline, quindi il fazzoletto azzurro e la camicia nera naturalmente”.

Io ho smesso di essere fascista solo quando ne sono stato espulso, quando, appunto, fui messo fuori dal partito. E devo dire che ne ebbi un grande dispiacere. Fu un dolore inferto alla mia giovinezza vedermi strappare le stellette dalle spalline, una sconfitta che generò in me una profonda crisi“.

leggi l’articolo completo di Pietrangelo Buttafuoco: “Ero giovane fascista e felice.pdf

 

Oggi

“Passarono due anni e non ci fu neppure bisogno del bivacco di manipoli: la Camera fu abolita e ritornò vent’anni dopo sulle rovine del fascismo e della guerra.
In quel passaggio del 3 gennaio ’25 dalla democrazia agonizzante alla dittatura mussoliniana, gli intellettuali ebbero una funzione importante.
Alcuni (pochi) resistettero con intransigenza; altri (molti) si misero a disposizione.
Dapprima si attestarono su un attendismo apparentemente neutrale, ma nel breve volgere di qualche mese si intrupparono senza riserve.
Vedo preoccupanti analogie. E vedo titubanze e cautele a riconoscere le cose per quello che sono nella realtà”.

Topics: Filosofia, Politica | No Comments »

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