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Perchè rispetto la sacralità della vita dal concepimento

By Pasquale | novembre 23, 2008

20080205_embrione.jpgDomenica 16 novembre  Elena Cattaneo, direttore del Laboratorio di ricerca sulle cellule staminali di Milano, ha scritto un interessantissimo pezzo sull’inserto culturale domenicale de “Il Sole 24 ore” (inserto  che consiglio a tutti). La dott.ssa Cattaneo declina la propria posizione favorevole  in merito alla ricerca sulle staminali embrionali con chiarezza e ponendo alcune domande ai lettori, in special modo sostenitori di punti di vista diversi dal suo, molto interessanti. La prima questione che pone è sul falso blocco USA allo studio sulle staminali embrionali durante la presidenza Bush: come forse molti sapranno uno dei primi atti di Bush fu il divieto di ricerca sulle staminali embrionali, il primo atto di Obama è invece stato l’opposto ovvero il consentire l’uso delle suddette cellule ai fini della ricerca scientifica. La dottoressa fa notare come, in realtà, la ricerca sulle staminali sia continuata poichè Bush non aveva fatto altro che negarle i finanziamenti pubblici mentre i privati hanno continuato a finanziarla e quindi lo studio è proseguito tranquillamente. La dottoressa se la prende quindi con il falso valore morale della scelta che l’amminsitrazione Bush compì all’epoca del divieto e ne sottolinea l’incoerenza in quanto appare davvero senza senso vietare propagandisticamente la ricerca sulle staminali con i fondi pubblici, ma lasciarla libera di continuare con finanziamenti privati. Indubbiamente su questo punto non si può non essere d’accordo con la dottoressa Cattaneo, ma ci teniamo a precisare tuttavia quanto la decisione di Bush, anche se propagandistica sia stata comunque una scelta d’indirizzo giusta e utile per i tanti che come me difendono la sacralità della vita del concepimento. Come in tutte le cose bisogna migliorare e mi fa specie che una ricercatrice di tale livello si appelli all’ipocrisia degli uomini quando la ricerca scientifica ha vissuto e si è nutrita spesso, oltre che della passione infinita degli uomini e del desiderio di migliorare la condizione umana, anche di ipocrisie. Ma su questo punto tornerò tra poco, quando cercherò di rispondere a due quesiti che la dott.ssa Cattaneo pone ai difensori della sacralità della vita dal concepimento.

Altra “denuncia” della dott. ssa Cattaneo è quella che fa notare come in Italia l’ormai famosa legge ’40 << vieti di derivare staminali embrionali dalle blastocisti, anche da quelle destinate al congelamento distruttivo (che è già una contraddizione: il “non fare” non è comportamento neutrale). Non vieta, però, di lavorare, fra difficoltà inutilmente create, con cellule ottenute da altri colleghi nel mondo con il sostegno etico e finanziario del loro governo o dei loro cittadini. Queste cellule sono presenti, quindi, nei nostri laboratori, importate nell’ambito di collaborazioni di ricerca e utilizzate per capire e, forse un domani, per curare >>. Risulta chiara la posizione contraria alla legge ’40  da parte della dott.ssa Cattaneo e concordiamo con lei sull’ipocrisia rappresentata dal “cacciare” la ricerca sulle cellule “incriminate” dalla porta salvo poi farla rientrare dalla finestra. Personalmente credo che debba essere vietata in toto e non  dovrebbero essere consentiti tali stratagemmi ed indubbiamente per me, che parlo dall’altra parte della barricata rispetto alla dott.ssa Cattaneo, non si può transigere su questa situazione quantomeno imbarazzante.

Passiamo ora alle domande che la dott.ssa Cattaneo propone a noi che la pensiamo diversamente dalle sue convinzioni, in particolare ecco cosa scrive: << Chi si oppone alla ricerca dovrebbe, per coerenza, rispondere con chiarezza a due seguenti quesiti:
- Tutti dovremmo rinunciare a qualsiasi eventuale futuro trattamento di cura “impuro”, che abbia legami anche in minima parte con studi su queste cellule?
- Tutti i ricercatori dovrebbero essere soggiogati da un codice di comportamento che impedisca loro di consultare riviste scientifiche, frequentare congressi o partecipare a network di ricerca internazionali, attraverso i quali rischiano di sviluppare idee sulla base dei risultati delle ricerche (altrui) sulle embrionali?
Per far ciò bisognerebbe anche attrezzarsi per “tracciare” qualsiasi percorso di ricerca mondiale, passata, presente e futura, che certifichi che quella nazionale non sia “contaminata” da studi, pensieri o azioni passate attraverso le ricerche bandite.
Tutto ciò è assurdo, impossibile da mettere in pratica, e dunque, come al solito, prevale l’ipocrisia
>>.

Proseguo con ordine e rispondo alle provocazioni, perchè tali esse sono, ma come prima cosa possiamo nel frattempo suggerire alla dott.ssa Cattaneo di non utilizzare la forma << chi si oppone alla ricerca….>> bensì specificare sempre il tipo di ricerca cui ci si oppone in quanto il sottoscritto e nessuno di coloro i quali difendono la sacralità della vita  vietano la ricerca nel suo complesso nè tantomeno ne hanno l’intenzione, anzi il contrario. Semplicemente ci opponiamo a questa singola ricerca sulle staminali embrionali. Se, cara dottoressa, utilizza questo tipo di forma corre il rischio di essere già in cattiva fede perchè tenta di presentarci all’opinione pubblica come degli inquisitori senza scrupoli cosa che ovviamente non siamo.

Rispondo ora alla prima domanda: <<Tutti dovremmo rinunciare a qualsiasi eventuale futuro trattamento di cura “impuro”, che abbia legami anche in minima parte con studi su queste cellule? >> .  Ammesso e non concesso che non si riesca a fermare la ricerca sulle staminali embrionali e che nel frattempo essa ottenga qualche risultato concreto, gli uomini seri fanno i conti con il reale e credo che non si dovrebbero rinunciare trattamenti di cura che si collegano agli studi sulle cellule oggetto dell’intendere. Dovremmo forse rinunciare a cure derivanti dai risultati conseguiti nel corso della storia violando i diritti fondamentali dell’uomo? Forse che gli esperimenti nazisti erano puri? Lei li rifiuterebbe cara dottoressa? Ancora una volta si tenta di giocare con l’emotività della sofferenza dei malati e mostrare chi come me difende la sacralità della vita dal concepimento come il << cattivo>> e l’  <<ipocrita>>.  Qui non è in questione la validità o meno di un risultato, ma il metodo di come esso viene ottenuto: non tutto ciò che si può fare è moralmente lecito e nel caso di specie la ricerca sulle staminali embrionali non lo sarebbe in quanto viola la sacralità del processo in fieri che è la vita. Chiaramente poi si può discutere sulla personalità o meno dell’embrione, ma sebbene questo sia il cardine da cui implicitamente nasce la presente discussione ora è meglio tralasciarne l’approfondimento.

La seconda domanda che la dott.ssa Cattaneo pone è quella che definirei un semplice surrogato logico che parte da considerazioni faziose e provocatorie svolte partendo dalla prima domanda. La Cattaneo afferma che un comportamento coerente per chi difende la sacralità della vita dal concepimento dovrebbe essere quello di vietare ai nostri ricercatori l’uso dei risultati raggiunti in modo “impuro” da studi sulle staminali embrionali. Tuttavia vogliamo far notare la prestestuosità dell’argomentazione: nel suo articolo la dott. Cattaneo cita gli americani e mostra come al di là dell’ipocrisia prima evidenziata, negli USA ci sia un’ampia libertà di ricerca, ma è a conoscenza del fatto che tutte le principali innovazioni americane ottenute dalla fine del II conflitto mondiale sono basate sugli studi “impuri” del regime simbolo del male assoluto ovvero il nazismo? Dopo la guerra ci fu una vera e propria razzia dei brevetti ottenuti dagli scienziati nazisti, dobbiamo forse ripudiare i risultati ottenuti? O non è forse più corretto affermare con forza che vanno rifiutati “senza se e senza ma” i metodi irrispettosi della dignità dell’uomo che i nazisti usarono per giungere ai risultati?

Per evitare di trarre altre considerazioni sulle idee espresse dalla dott.ssa Cattaneo nelle sue domande, preferisco considerare queste ultime come semplici provocazioni per non dubitare della buona fede della mirabile ricercatrice cui dobbiamo riconoscenza per i risultati raggiunti.

embrione2_170.jpgTorniamo all’analisi del suo articolo, ad un certo punto la dott. ssa Cattaneo svolge le seguenti considerazioni: << Da qui altri dubbi, tanto semplici quanto logici. Se davvero queste ricerche sono inutili, perché tanti ricercatori nel mondo ci lavorano? Tempo da perdere? O forse (come piace ad alcuni demagoghi) sono tutti mercenari di ditte farmaceutiche e pensano a “facili guadagni”? E le perplessità di questa logica da contorsionista non fanno che aumentare se ci si immagina un’industria farmaceutica che investe nell’«inutile». Per questo, da studiosa sulle cellule staminali, la mia posizione è diversa. Se si rimane sul piano scientifico, le staminali embrionali, per la loro caratteristica di pluripotenza sono interessantissime per capire come si formano le cellule specializzate del nostro organismo e come degenerano nelle diverse malattie. Ci sono già studi che dimostrano come le embrionali umane siano in grado di dare beneficio dopo trapianto nel topolino lesionato che mima malattie degenerative. Per alcuni modelli di malattia si tratta di enormi benefici. Non significa garanzia di cura nell’uomo, ma un primo passo. Certo che è deludente vedere la discussione intrappolata nelle maglie di una comunicazione costretta a inventarsi una realtà che non esiste, pur di sostenere argomenti che si vogliono imporre a chi non li può condividere perché ha una visione scientifica del problema >>.

Argomentazioni deboli o quanto meno paradossali: cosa vuol dire << Da qui altri dubbi, tanto semplici quanto logici. Se davvero queste ricerche sono inutili, perché tanti ricercatori nel mondo ci lavorano? Tempo da perdere? O forse (come piace ad alcuni demagoghi) sono tutti mercenari di ditte farmaceutiche e pensano a “facili guadagni”? E le perplessità di questa logica da contorsionista non fanno che aumentare se ci si immagina un’industria farmaceutica che investe nell’«inutile»>>?

Il fatto che tante persone facciano una cosa non significa che essa sia una cosa giusta! Inoltre, forse che la dottoressa intende dire con queste argomentazioni che anche la scienza aristotelica aveva più valore della rivoluzione scientifica visto che erano tanti a sostenerla e ad operare secondo i suoi dettami? Personalmente credo che non tutti i ricercatori siano dei mercenari, forse qualcuno lo sarà inconsapevolmente, ma nel caso di specie ci sono due visioni scientifiche che si oppongono. Perchè, e questo lo sottolineo con forza, cara dott.ssa Cattaneo non solo i ricercatori che propugnano le sue tesi hanno l’esclusività della scientificità delle proprie idee.

Concludendo, mi fa piacere notare come, nonostante la posizione scientifica espressa, la dott.ssa Cattaneo si definisca cristiana. Non posso, però, esimermi dal lanciare un’ultima considerazione alle sue parole che riporto :<< Le mie opinioni le ho espresse altre volte e oggi scelgo di essere ancora più diretta del solito: sono cristiana e lavoro sulle cellule staminali embrionali che ho a disposizione, oltre che sulle staminali adulte e su molte altre ricerche che non coinvolgono le staminali. Credo di essere nel giusto quando elaboro ricerche condotte su cellule che «embrione non sono» e ottenute da blastocisti «che persona non è»>>. Come mai dalla scientificità della posizione mostrata e implicitamente presente in tutto l’articolo passa ad un più cautelante << credo di essere nel giusto>>, forse che quelli come me non hanno tutti i torti a dire che questa strada è pericolosa per l’uomo e forse anche infruttuosa e che sarebbe meglio individuarne altre? Perchè non dice chiaramente che è nel giusto quando afferma che le blastocisti non sono persona? Non penso che la sua sia solo una formula di cortesia perchè la dott.ssa è conscia del fatto che in scienza si parla di crudi numeri e quindi non di atti di fede. O forse  anche la scienza non è priva di atti di fede?

La blastocisti tecnicamente non sarà embrione, ma è tutt’uno con la struttura cellulare che dal primo istante del concepimento alla morte dell’individuo adulto ( o di più individui nel caso di parti gemellari) non smetterà mai di portare avanti il proprio processo vitale.

neonato.jpgPotenza non vuol dire necessariamente atto perchè come tutti sanno la vita cela sempre difficoltà, ma nel caso dell’origine della vita non ci sono cesure, non ci sono evoluzioni: l’embriogenesi è un processo continuo e allo stesso modo, parlando per analogia, io sono ora quel neonato che 26 anni fa veniva al mondo. In me è cambiata la coscienza, sono portatore di un vissuto, ma sono sempre quel bambino, quell’individuo singolo.

Quella persona che ha cominciato a vivere 26 anni fa e nove mesi in più grazie ad un atto d’amore dei miei genitori.

 

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 Articolo integrale della dott.ssa Cattaneo: “Perchè lavoro con le embrionali”

 

Topics: Filosofia, Scienza | 92 Comments »

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