Ricerca

Post Recenti

Archivi

Topics


« | Main | »

Sul ’68 e i nostri tempi….

By Pasquale | novembre 2, 2008

anti68.jpgSul sito di Repubblica, che ho spesso criticato e continuo a fare, ogni tanto mi trovo a condividere alcune considerazioni del giornalista Ilvo Diamanti. Vi propongo un estratto del suo articolo: sono parole che condivido pienamente e che per evitare fraintendimenti chiedo di leggere come se le avessi scritte io esulandole completamente da alcune considerazioni finali che Diamanti espone nelle parti rimanenti dell’articolo.

 ———————————————————————————-

<<....Il richiamo al Sessantotto (da parte dei movimenti giovanili che contestano la Gelmini), quindi, pare poco fondato. Se risuona di frequente è per iniziativa degli attori politici, in base a ragioni legate al presente.
Guarda al Sessantotto l’opposizione di sinistra riformista e radicale. Per nostalgia. Ma soprattutto nella speranza che le proteste studentesche si trasformino, come allora, in movimento. Che il movimento eroda il consenso del governo. Che incrini l’immagine del Cavaliere invincibile. Che restituisca alla sinistra, spaesata, la base sociale perduta.

Questo Sessantottismo minimalista si scontra con un Antisessantottismo ben più ambizioso e consapevole, espresso dalla destra al governo. Ben più determinata della sinistra a fare i conti con l’eredità di quella stagione. Lo ha chiarito bene la ministra Gelmini, subito dopo l’approvazione del decreto: “Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell’educazione”. Dando, quindi, per scontato che oggi nella scuola non vi siano serietà, merito ed educazione, la ministra riporta il calendario indietro di quarant’anni. E riafferma i valori della tradizione. Scanditi dai provvedimenti – altamente simbolici – assunti nei mesi scorsi.

Il voto in condotta: la disciplina. Gli esami di riparazione, il ritorno dei voti: la selezione e il merito. I grembiulini, il maestro unico: l’autorità.
La volontà di fare i conti con il Sessantotto è espressa, senza perifrasi, anche dal ministro Maurizio Sacconi (intervistato da Vittorio Zincone, sul Magazine del Corriere della Sera): “Il sessantottismo è il male oscuro, il cancro di questo Paese”. Una metastasi prodotta “dall’Università corporativa figlia della sinistra degli anni Settanta”.

Parallelamente, l’Antisessantottismo investe altri puntelli dell’identità di sinistra. Il sindacato unitario e in particolare la Cgil. Valori come la solidarietà e l’egualitarismo. Per contro, aderisce al discorso etico elaborato e predicato dalla Chiesa di Benedetto XVI, teso a marcare i confini della verità definiti dalla fede cattolica. A papa Ratzinger, non a caso, si ispirano molti esponenti politici e culturali della destra (anche se non solo). Cattolici e laici. Atei devoti e credenti disciplinati.

Ma il nucleo dell’Antisessantottismo coincide con il ritorno dell’autorità, delle istituzioni e delle figure che lo interpretano. Da ciò la polemica contro i professori, i maestri e, in fondo, i genitori (sessantottini). Incapaci di comportarsi davvero da padri, maestri e genitori. Simboli dell’antiautoritarismo da sconfiggere.
Non si tratta, peraltro, di un discorso nuovo. In Inghilterra, Tony Blair, alcuni anni fa, si espresse apertamente contro l’eredità sociale e culturale del Sessantotto.

In Francia, un anno e mezzo fa, Sarkozy, appena eletto, impostò il suo piano di riforme proprio sulla scuola. Il ritorno all’autorità perduta venne, simbolicamente, sottolineato dall’obbligo imposto agli studenti di alzarsi all’ingresso degli insegnanti >>.

fonte: Il ’68 è finito andate in pace - www.repubblica.it

Topics: Filosofia, Politica, Varie | No Comments »

Comments

You must be logged in to post a comment.