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Su Repubblica e la riforma della scuola

By Pasquale | ottobre 23, 2008

 

Ho scritto già tempo fa a proposito del mio parere sulla riforma voluta dalla Gelmini e ho anche “profetizzato” sulle proteste che si sarebbero verificate con l’intenzione di scimmiottare il ’68 (mai esempio è più negativo). Ovviamente per chi mi conosce non sono nuove nemmeno le mie critiche a “La Repubblica”: giornale che di cose interessanti dal punto di vista politico ne dice ben poche. Tra l’altro è animato anche da poveri e maliziosi interessi radical-chic. Oggi il buon Ezio Mauro scrive << Davanti a una protesta per la riforma della scuola che si allarga in tutt’Italia e coinvolge studenti, professori, presidi e anche rettori, il Presidente del Consiglio ha reagito annunciando che spedirà la polizia nelle Università, per impedire le occupazioni. La capacità berlusconiana di criminalizzare ogni forma di opposizione alla sua leadership è dunque arrivata fin qui, a militarizzare un progetto di riforma scolastica, a trasformare la nascita di un movimento in reato, a far diventare la questione universitaria un problema di ordine pubblico, riportando quarant’anni dopo le forze dell’ordine negli atenei senza che siano successi incidenti e scontri: ma quasi prefigurandoli. >>. Chiaramente è contrario alle intenzioni del Premier, ma la domanda che mi faccio è: possibile che un radical-chic con la puzza sotto al naso invece di dire che le occupazioni rappresentano un reato perchè negano diritti le rivendica come un diritto? La mia risposta è affermativa, ormai ho imparato a conoscere questi individui che amano così tanto la libertà che se qualcuno non pensa o dice quello che affermano loro allora è altro che un fascistello da combattere. Parlano di diritto, ma amano l’occupazione specialmente se fatta contro il Governo guidato da Berlusconi. In fondo però è chiaro che i figli di questi individui sono stati cresciuti nelle difficoltà: i genitori che hanno fatto il ’68 e parlavano di uguaglianza e lottavano il sistema si sono ritrovati ad essere autorevoli rappresentanti di ciò che hanno combattuto e hanno ottenuto tutto molto facilmente. Schiere di giornalisti, intellettuali, professori (ignoranti)  e tanti altri, ecco chi sono gli eroi del ’68 cui si richiamano i ragazzi protestanti oggi! I ragazzi sanno bene che non conta andare a scuola, l’occupazione è più bella e di voglia di studiare ce n’è poca: chi vuole entrare è solo un “lecchino” dei docenti.

Mi fanno pena sinceramente anche perchè al di là della buona fede e dell’ardore rivoluzionario che li ama e credono di avere, molti ragazzi sono solo delle vittime e tra le altre cose la legge davvero non l’hanno letta. Ben venga la polizia ove non sarà consentito a chi vuole studiare di partecipare ai corsi o peggio ancora infastidito per la sua voglia di apprendere.

 A tutti gli altri mi preme solo ricordare quello che “La Repubblica” nel lontano 1989 scriveva a proposito dell’introduzione dei 3 maestri.

<< Magari un passato che affiora dagli archivi del quotidiano. Era il giugno del 1989 e ministro della Pubblica Istruzione era Giovanni Galloni, dc. Prima di lui, al ministero, c’era stata Franca Falcucci, altra dc. Sulla scia di quest’ultima, Galloni ripropose la riforma delle scuole elementari con l’introduzione di tre insegnanti al posto del maestro unico.

La reazione di Repubblica fu veemente:
Penna rossa avrò il tuo scalpo“…
I toni di titoli e prosa erano simili a quelli di oggi. Solo che seguivano il percorso inverso. [La Repubblica allora scriveva]: “La maestra sarà rimpiazzata non da un essere umano in senso stretto, ma da un organismo polimero dell’umano, anche se
vagamente antropomorfo. Ci riferiamo a quell’oggetto misterioso che va sotto il nome rispettabile di Equipe. Proprio così, al posto della maestra vagherà per le classi un gruppo di tre insegnanti indistinguibili”.
Tutto questo, vent’anni fa.

Oggi La Repubblica tifa per l’organismo polimero, vagamente antropomorfo. Dimenticavo: a dare la linea a Repubblica fu una delle sue firme più prestigiose: Paolo Guzzanti, oggi parlamentare azzurro. Almeno lui, è rimasto coerente.

Topics: Politica, Varie | 49 Comments »

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