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Sofri e i cattivi maestri: il lupo perde il pelo ma non il vizio

By Pasquale | settembre 14, 2008

Sembra incredibile che nel mondo del perbenismo a tutti i costi dove molte sono le cose che non si possono dire o che è opportuno tacere ci siano esternazioni come quelle di Adriano Sofri su il Foglio dell’11 settembre scorso. Il caro Sofri, ex leader di Lotta Continua e promotore del manifesto “intellettuale” contro il compianto commissario Calabresi nonchè tra i protagonisti più accesi del clima d’odio degli anni di piombo, viene spesso accolto come un grande e fine intellettuale. Fermo restando che per me è un assassino e quindi come tale deve scontare la sua pena in galera (e non “piangere” ogni volta affermando di non essere mai stato mandante dell’omicidio Calabresi), credo che l’Italia per essere un grande paese e le persone di cultura per essere veramente tali dovrebbero iniziare a considerare le riflessioni di Sofri  per quello che valgono: farneticazioni di un assassino, terrorista che a distanza di anni non ha cambiato idea. sofri.jpgQui non si tratta di accusare o mettere sulla graticola una persona solo per la sua appartenenza politica: ci sono i suoi scritti a dimostrare di quanto fossero “animaleschi” i suoi pensieri, di quanto pieni di violenza e odio fossero strutturati. Ebbene oggi, nel 2008 si dà anche peso a ciò che il caro Adriano afferma su qualsiasi tipo di notizia o fatto: è un grande intellettuale, dicono!

Io chiedo ai giovani, agli adulti e a tutte le persone serie e rispettose della legge e dei diritti: come vi sentite sapendo che una vostra idea non sarà mai apprezzata quanto quella di un cattivo maestro?

Ribrezzo e vergogna: al di là della pietà cristiana che si deve ad ogni persona, questo è quello che provo verso Sofri e gli altri cattivi maestri.

L’omicidio Calabresi: clicca qui.

Topics: Filosofia, Politica, Varie | No Comments »

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