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Sugli aristo-caf: intorno alla Guzzanti ed altri modelli

By Pasquale | luglio 11, 2008

ap_13382097_57520.jpgDirei che durante il No Cav. Day si è avuta una chiara rappresentazione del pensiero aristo-caf di certo marasma che solo l’eccessivo timore reverenziale verso chi si mostra preparato e sicuro può consentire di definire “culturale”.
L’esempio è stato offerto alla platea da una dei più autorevoli esponenti della satira nostrana: Sabina Guzzanti. Indubbiamente ha talento e molte volte ha fatto divertire chi scrive e tante altre persone con le sue esilaranti gag, però da amante delle scienze umane quale sono non posso non sottolineare l’enorme favore che mi ha fatto con il suo intervento alla manifestazione girotondina.

L’ho definita esponente di un pensiero aristo-caf, mi spiego: è quel pensiero che si presenta come negatore di ogni verità assolutà, ma sulla scorta di tale concetto afferma con elitaria convinzione che la libertà si esercita solo nel modo indicato dai suoi adepti. Come dire: tutto è relativo, però quello che diciamo noi è l’unica cosa vera. Come si nota tutto questo? Semplice: la nostra cara attrice nel suo intervento ha difeso i diritti di tutte le minoranze, dai “rom” agli “omosessuali”, affermando in tal modo che la vera libertà non opprime tali minoranze e soprattutto che non pone limiti alla libertà di espressione e quindi di azione (è opportuno ricordare che un discorso, una frase, una parola indicano già un’azione: basta pensare alle conseguenze di un comando, un discorso difensivo…).

Lo ha ribadito al Corriere << ...Non ci fate nessuna paura e sappiate che noi continueremo a dire quel c….o che ci pare, criticando chi vogliamo e come vogliamo. Questa è la libertà. Non ce lo spieghi né tu né nessun altro dei tuoi non eletti colleghi, cosa sia la libertà».

Tutto chiaro quindi! Per Sabina e i suoi amici tutti sono tutelati ed uguali: dal religioso al laico, dall’etero all’omo, dal privato cittadino al Presidente della Repubblica. Peccato che nei fatti non sia così: il Papa non fa bene il suo mestiere è anzi un razzista e merita di bruciare all’inferno. Anzi. Vi brucerà sicuramente insieme ai suoi tanto temuti “omosessuali”.

Interessante notare come un negatore di certezze assolute riesca poi a dire con procedure di divinazione quale sia con certezza il futuro di altri individui non in questo mondo, ma addirittura nell’al di là!

Da un punto di vista poi squisitamente filosofico è importante capire altri intrecci del pensiero aristo-caf in modo da rendere palese con maggiore chiarezza il perchè di tale definizione. Mi aiuterò con un esempio: il classico aristo-caf a Napoli potrebbe esprimersi così :<<…che schifo Gigi D’Alessio, quelli che lo ascoltano sono solo dei cafoni, rozzi che non capiscono niente e soprattuto anche lui non sa esprimere niente se non il suo marcato accento napoletano! Chi ascolta D’Alessio non capisce un c***o!!>> Notare i  due elementi della frase espressa:

1) Elemento aristocratico: distacco dalla”plebaglia” che non sa educare le proprie emozioni se ascolta certi cantanti che non risplendono per acutezza dei testi e per la loro voce marcatamente viziata dal dialetto.

2) Elemento cafone: lo si vede nel linguaggio che mentre cerca di esprimersi con termini ricercati cede in modo quasi lineare con il turpiloquio.

 La cosa che mi fa ridere è il fatto che i cosiddetti aristo-caf sono coloro che in genere tessono lodi della coerenza e inneggiano all’uguaglianza contro ogni discrimanizione culturale….in pratica sono incoerenti e discriminatori.

Un momento!!! E se fossero coerentemente incoerenti?!!

Topics: Filosofia, Politica, Varie | No Comments »

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