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Contro gli intellettuali che fanno ECO….

By Pasquale | luglio 2, 2008

Di seguito riporto brevemente una lettera di Umberto Eco pubblicata su “La Repubblica”  online il 2/07/2008

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umberto_071207014918207_wideweb__300x375.jpgUmberto Eco ha inviato questa lettera a Furio Colombo, Paolo Flores d’Arcais, Pancho Pardi, promotori della manifestazione dell’8 luglio in Piazza Navona.

 Cari Amici,
mentre esprimo la mia solidarietà per la vostra manifestazione, vorrei che essa servisse a ricordare a tutti due punti che si è sovente tentati di dimenticare:

 1) Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare.

 2) Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia.

Umberto Eco

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 Queste le parole di Eco, intellettuale di sinistra, intellettuale organico, grande conoscitore della nostra bella Italia e sempre pronto ad esprimere idee e pensieri degni di ogni sorta di venerazione e ammirazione.

Io mi chiedo quando gli Italiani la finiranno di subire e prostrarsi alle parole di questi profeti che parlando di democrazia  e cose affini come sempre e da sempre si ergono a giudici e censori della realtà? Loro, questi maestri (presunti), hanno sempre sparlato dell’Italia e contro ogni sorta di pensiero elitario: ma come si fa a non scorgere nelle loro parole un che di sprezzante e di velenoso verso chi non la pensa come loro? insomma, qualcosa di elitario?

Da un lato si dicono democratici poi sono oligarchi della ragione.  Non è solo colpa loro se in Italia siamo rovinati, ma una buona fetta di colpa non possono evitarsela. Io credo che “a passo di gambero“vadano questi “intellettuali”degni eredi della più bieca “cultura” giacobina! Dove stava il nostro eroe coi suoi amici quando a governare c’era Prodi? Dove denunciava l’oppressione quando i nostri soldati combattevano in Afghanistan mentre il Governo Prodi si nascondeva dietro i vessilli arcobaleno? Dove denunciava le raccomandazioni in RAI quando le intercettazioni non incastravano Berlusconi? Dove difendeva le idee della minoranza quando a governare erano i suoi amici? Perchè firmò l’appello contro il povero commissario Luigi Calabresi? Dove tutela la libertà democratica quando Povia o artisti affini vengono discriminati per le proprie idee?

Sono solo poche delle  domande alle quali difficilmente troveremo risposta…

 

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