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Sulla gerarchia e i sacerdoti del nichilismo

By Pasquale | giugno 7, 2008

«Vivere a proprio gusto è da plebeo. Il nobile aspira a un ordine e a una legge» Goethe

Nella vita degli uomini, sia quella strettamente legata ai corpi sia quella delle organizzazioni artificiali, c’è un comune denominatore: la conservazione è mantenuta attraverso la gerarchia. Ciò avviene anche in tutti gli altri organismi viventi. Negarlo sarebbe opera di mistificazione del reale. Il vero progresso, parlo di quello complessivo (organico e spirituale) è avvenuto e può avvenire solo quando gli uomini preso atto della necessità della gerarchia anche in ambito istituzionale non solo hanno hanno dato vita ad organizzazioni fondate su tale principio, ma hanno riconosciuto la sua importanza con senso sacrale.

La gerarchia di cui parlo non è quella che può far spaventare gli spiriti deboli e paurosi che subito potrebbero richiamare strumentalmente i fantasmi di una dittatura (loro che sono schiavi della dittatura della nullità…) bensì è quell’ordine ispirato da una visione metafisica della realtà entro il quale è possibile riconoscere il proprio ruolo per il bene della comunità. Ruolo che va eseguito con dedizione alla causa e al riconoscimento di chi ci precede gerarchicamente e che riceve su di sè oneri ed onori del rango occupato. Non si vuole parlare della suddivisione della società in caste intoccabili, ma della capacità di accettare ciò che si è e di rispettare l’ordine gerarchico al fine di contribuire al miglioramento complessivo della comunità di appartenenza. Accettandolo con adesione convinta ci si migliora spiritualmente e talvolta si riesce anche ad occupare ranghi superiori che vengono raggiunti col sacrificio, dedizione e con la voglia di mettersi al servizio della propria realtà in altro modo e non per arrivismo. Nel momento in cui a predominare è l’arrivismo decade l’uomo singono e l’intera società di appartenenza.

Le società di oggi pretendono di negare la necessità di un principio metafisico che permei di senso la realtà, ma poi cercano di crearsi cerimoniali laici che possano soddisfare il senso religioso che è alla base di ogni esperienza umana. In più vige oggi la dittatura dell’egualitarismo: nessuno è migliore di un altro, nessuno deve decidere per altri, nessuno è nessuno. Non devono esistere eroi, non devono lodarsi le azioni degli uomini rispettabili nella loro convinta e semplice adesione ai principi del diritto naturale. Esistono poi tanti poveri illusi che utilizzano la furbizia che la natura gli ha donato per prendere in giro i cuori puri con il richiamarsi a grandi valori eterni, alla verità, alla possibilità di costruire comunità “ribelli” che possano combattere il vuoto che avanza: per gli uomini liberi sono nullità, simboli del nichilismo compiuto, alle quali guardare con pena perchè qualsiasi cosa possano fare, il giorno in cui si ritroveranno soli al cospetto della loro coscienza si accorgeranno che staranno morendo da soli. Vanno combattuti col silenzio e soprattutto con impegno e dedizione vera a ciò in cui si crede perchè solo così la gente sfiduciata da chi la prende in giro o diffidente possa aderire alla speranza. L’ho detto altre volte: in questo mondo forse possiamo apparire sbagliati e fuori posto ed è facile avvilirsi specialmente al cospetto di tali servi del nichilismo, ma oggi domina la bugia quindi è normale che siano sovrani i sacerdoti del vuoto. 

Il nostro è Mondo aderisce a principi supremi di Verità e Giustizia ai quali dobbiamo scegliere di “sottometterci”: la strada da seguire è naturalmente meno comoda, ma nulla è precluso a chi CREDE. Bisogna mettersi in gioco, accettare la sfida. Desistere equivale a rassegnarsi alla sconfitta.

Alea iacta est.

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Alessandro Magno

Topics: Filosofia, Politica, Varie | No Comments »

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