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Il postumano è tra noi

By Pasquale | aprile 23, 2017

Schermata 2017-04-23 alle 12.00.01Il post-umano è tra noi. Ci affanniamo a discutere di cose la cui importanza è davvero un’inezia rispetto alle rivoluzioni che possono travolgere negativamente l’uomo nel prossimo futuro.
“Negativamente” perchè, come ogni cosa inventata dagli uomini, a fare la differenza sarà il modo di utilizzo e di diffusione a determinare se l’umanità riuscirà ad avvantaggiarsi delle conquiste del post-umano. Il timore porta a pensare che, ancora una volta, a farla da padrone saranno il denaro e la mercificazione e quindi coloro che avranno più possibilità.
Il paradosso di questa società che si professa e ama narrarsi “apertissima” è che le masse con la loro spinta demagogica – giustificata e qualche volta pianificata dai comportamenti delle elites – inconsapevolmente si stanno consegnando nelle mani di oligarchie cancellando il confronto e la possibilità di partecipare a chi ha meno proprio in nome dell’esatto contrario.
L’io e le sue voglie ancora una volta saranno superiori all’io e le sue responsabilità.

——————
Ma lei si farebbe impiantare un chip nel cervello, se ne avesse bisogno?
“Certo. E lo farei anche se non ne avessi bisogno, semplicemente perché lo voglio” – Bryan Johnson

Qui l’articolo di Repubblica 

 

 

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Brevi appunti sull’identità

By Pasquale | aprile 23, 2017

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Proviamo a vedere realmente le cose con moderazione: rivendicare la tutela delle identità ed il loro rispetto non è assimilabile al razzismo e neppure alla xenofobia o ad altri comportamenti discriminatori. Chi li compie è una persona che non ha rispetto del prossimo e non va giustificata.

Tuttavia per quanto la questione sia delicata e difficile da affrontare con serietà e serenità, soprattutto nell’era ipocrita del politicamente corretto, non è rinviabile.
L’identità è fondamentale nella storia e nel vissuto di ciascuno e oltre il singolo ci sono le identità delle comunità. Quando non c’è chiarezza, quando manca la conoscenza di cosa si è, di cosa si rappresenta e si vuol rappresentare, quando addirittura consciamente si arriva a negare la propria identità e con essa la propria storia allora si è deboli e si è incapaci di aprirsi in modo serio e benevolo al prossimo. Una barca in balia delle onde non è in grado di affrontare il mare mantenendo la rotta e non può nemmeno puntare verso nuovi “mondi” e altre culture in modo corretto. È in queste condizioni che può capitare di cambiare e diventare altro non per forza in modo pacifico e/o migliorando. Si può anche diventare preda di chi – fermo in valori negativi e con forza ideologica e fisica – non intende cedere di un passo dalla propria identità.
Pertanto la vera domanda è se, oltre a tutelare e professare legittimamente l’apertura verso il prossimo e altre culture come aspetto della nostra identità, amiamo e riteniamo degno di difesa in nome del futuro ciò che siamo e siamo stati o accettare senza colpo ferire che tutto cambi. Gli altri, non solo i fondamentalisti di ogni sorta, non lo accettano.
Non sempre è importante mostrarsi diversi dagli altri.

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Per l’Europa unita dei popoli

By Pasquale | marzo 26, 2017

eurooa

Tutti siamo per l’Europa. 
L’Europa è la nostra grande Patria, la terra senza la quale non solo l’Occidente, ma tutto il mondo sarebbe diverso.
Come su tutto, però, ciò che conta è la visione che si ha e si cerca di realizzare a fare la differenza. 
Per molti di noi c’è ancora un cuore dell’Europa che alimenta le storie dei suoi diversi popoli e le unisce in una storia più grande. 
Una storia in cui non può prevalere il freddo calcolo ingegneristico di chi vorrebbe lasciare che taluni popoli si impoveriscano a beneficio di altri in nome di teorie da laboratorio.

Le regole, i parametri, le soglie sono importanti, ma non possono essere fondamentali. Gli uomini non sono automi, sono fatti di carne e sangue.

Se a guidare l’Europa sarà ancora questa deformazione egoistica del pensiero allora, per quanto individualmente ciascuno di noi non sia per la divisione, non ci sarà futuro e i contrasti cresceranno. Se, al contrario, inizierà a prevalere una visione ispirata al rispetto della vita, della cultura e delle reali differenze dei singoli popoli allora questa ricorrenza che celebra non la nascita dell’Europa – esiste da millenni – ma della Comunità Economica Europea, potrà diventare lo spartiacque in cui finalmente la distanza tra popoli e istituzioni inizia a voltarsi e inizia a prendere vita consapevolmente l’Unione dei popoli e non delle economie.

L’economia, il denaro, è importante ed assume ruoli spesso decisivi, ma non ricordo nella storia grandi momenti costruiti sul profitto. La Storia la scrivono i sentimenti e i valori universali.

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Le carezze dei maestri

By Pasquale | marzo 26, 2017

tolkienUn modo per sentirsi meno soli rispetto al mistero più grande che viviamo ogni giorno è leggere i grandi maestri che, da vari percorsi e vissuti, hanno dato voce alle speranze ed alle domande più intime che ci portiamo dentro sin da quando, in vario modo, ciascuno di noi apre per la prima volta gli occhi alla realtà del mondo.
Spesso le loro parole sono come carezze, una mano amica incontrata nel buio.
Uno di questi, caro amico che leggi, è sicuramente Tolkien.

“Esiste un posto chiamato ‘paradiso’ dove le opere buone iniziate qui possono venire portate a termine; e dove le storie non scritte e le speranze incompiute possono trovare un seguito” (J.R.R. Tolkien).

 

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Il rispetto del sacro

By Pasquale | marzo 26, 2017

polibioIl rispetto del sacro, la sua tutela e anche la sua “organizzazione” non è stato solo oppio dei popoli, come spesso in tono altamente spregiativo alcuno sapientoni da strapazzo cercano di far passare, ma è sempre stata la base di un vivere civile dominato dalla ragione e dal buon senso che, qualsiasi sia il credo, non impone, ma regola. Rispetta e include. Non è possibile, ancor di più oggi in un mondo nozionistico e spesso arrogantemente ignorante, sostenere la necessità di eliminare il sacro ed il religioso in nome della neutralità assoluta e del sapere puro.
Questa è la grande lezione che ci deriva dagli antichi, romani soprattutto, così come testimoniano le parole di Polibio nel VI libro delle “Storie”.

 

 

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Burocrazia mediocre

By Pasquale | marzo 26, 2017

123La cecità della civiltà dei burocrati imprigionati da mediocrità, regole inutili e, spesso, cattiveria gratuita travestita da amore per la legge è uno dei mali che questa bella metafora di Tolstoj richiama. 
Occorre educarci alla pazienza e, passo dopo passo, recuperare una dimensione umana e di buon senso.

 

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Gaudenti, oltre il limite.

By Pasquale | marzo 26, 2017

abrap

Bisognerebbe molto meditare su questa rappresentazione. È chiaro che nel mondo vi siano offese alla dignità umana, povertà economica e sociale provenienti da ciascuna delle “correnti” culturali esistenti. Ciascuna ha le sue storture e le sue bassezze. Eppure dovremmo capire che quando si comincia in modo gaudente, inconsapevolmente o consapevolmente, a deridere e scherzare i momenti sacrali della vita quali la nascita o la morte, senza che vi sia scandalo e riprovazione, allora siamo giunti ad un punto delicato dell’umanità. Non conta credere in un dio, una filosofia o in altri precetti morali per indignarsi: vivere e nascere sono misteri connaturati ad ogni uomo, in ogni tempo. Se non suscitano più rispetto, pudore e sguardo “sacrale” vuol dire che abbiamo perso la sensibilità alla vita e siamo placidamente incanalati ad abbracciare una civiltà del niente come principio fondante poiché non vi sono più argini per l’egoismo assoluto di chi, credendosi finalmente nella storia emancipato e libero, non fa altro che esercitare la propria schiavitù agli istinti più beceri alimentati dal nulla.

Abbiamo urgente bisogno di formare nuove élites e soprattutto tornare al rispetto del sacro poiché esso è il rispetto più profondo dell’essere uomo.

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Tempo è Eternità

By Pasquale | febbraio 17, 2017

freccia-del-tempo

« Sed fugit interea fugit irreparabile tempus »

 « Ma fugge intanto, fugge irreparabilmente il tempo »

Virgilio, “Georgiche”

 

Un giorno capiremo il destino dell’eternità ed il suo mistero: esiste davvero una fine? Tutto è Eternità?
L’uomo è calato nel tempo o è parte di esso perchè – molto più semplicemente – il tempo regna su tutto ed in esso ogni cosa trova il suo compimento?
Non possiamo far altro che ascoltarne l’eco e sperare.

 

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Verità e Bellezza

By Pasquale | dicembre 18, 2016

IMG_2213Nella pochezza e vacuità dei tempi che il destino ci ha consegnato capita anche sui social d’imbattersi in foto ed immagini che ci ricordano la Bellezza. Che spettacolo. Purtroppo non siamo più in grado nemmeno di pensarle queste meraviglie. Ora che potremmo costruirle con maggiore facilità. È venuta meno la capacità di sognare, di osare, di sentirsi parte di un Cosmo, di lanciare sfide in grado di esaltare quanto di più profondo e vero contraddistingue il cuore e la mente dell’uomo. Ci esaltiamo per progressi che non sappiamo usare, ci lamentiamo di povertà che un tempo avrebbero sognato e non ci rendiamo conto quanto siamo da presunti liberi divenuti schiavi di noi stessi e della tecnica. Non siamo più uomini, ma automi. Per questo non pensiamo e non realizziamo più bellezza. E come molti grandi saggi antichi sapevano c’è un rapporto molto intimo tra Bellezza e Verità.

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Non ci resta che Ultima Thule?

By Pasquale | settembre 4, 2016

thuleOgni epoca, così come ogni età degli uomini a ben pensarci, ha la sua età dell’oro da “ricordare” e “rimpiangere”. La letteratura è piena di questo tema e pertanto non credo che si dica nulla di nuovo quando confrontando i tempi attuali,contraddistinti dal dominio della tecnica, con gli anni in cui hanno vissuto i nostri nonni ed in generale i nostri avi si affermi che all’epoca eravamo materialmente più poveri, ma spiritualmente più ricchi.

Eppure il corto circuito avuto col dominio incontrastato della tecnica e delle sue declinazioni, la mercificazione del tutto, persino dell’anima umana, sembrano proporre qualcosa di inquietante come, forse, mai prima d’ora si era presentato: un ignoto entro il quale posare lo sguardo e capire se come uomini possiamo accettarne la sfida e soprattutto avere speranza di salvarci senza smarrire le nostre umane fragilità e grandezze millenarie una volta che ne avremo compiuto la traversata.

Mi chiedo se davvero non ci resti che l’Ultima Thule dello spirito in questa società così priva di senso e capace di obliarsi come comunità e rimuovere in nome di una libertà astratta ogni libertà reale.

Un esilio volontario, silenzioso, ma di testimonianza, in attesa di un futuro dal quale non attendersi niente, se non raggiungerlo attraversando i giorni con la speranza di vivere secondo l’umanità profonda tracciata da millenni in cui siamo stati in perenne ricerca di un orizzonte di senso, rispettosi del sacro della memoria dei padri e speranzosi costruire una società più giusta uniti.

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